sabato 15 marzo 2008

Museo storico dell'Arma di Cavalleria

Orario di visita:martedì e giovedì 9-11,30 e 14-16 - domenica 10-12 e 15-18.
Ingresso gratuito - tel.0121 376344.
La visita del Museo Il visitatore può percorrere tre itinerari diversi.
1)l'evoluzione dell'uniforme italiana di Cavalleria dal 1861 ai giorni nostri osservata attraverso l'esame di centinaia di fotografie antiche, corredate da approfondite didascalie.
2)Icopricapi leuniformi ed i loro accessori, in uso dall'unità d'Italia ad oggi, illustrati attraverso lo stralcio dei Giornali militari dell'epoca.
3)Le medaglie, le decorazioni e gli ordini cavallereschi di cui furono insigniti più frequentemente gli ufficiali del Regio Esercito.
4) Al piano terra sono riuniti carrozze carri,carriaggi, selle e gualdrappe. Tra le carrozze sono di particolare pregio un park drag appartenuto ai conti di Bricherasio, ed un barouche appartenuto ai baroni Cavalchini.
5) Al primo piano sono esposti stendardi, bandiere, bronzi, argenti, quadri, stampe, fotografie, decorazioni ed una ricca raccolta di uniformi.

museocavalleria
Museo nazionale dell'arma di Cavalleria

6)Il secondo piano è stato dedicato alle campagne coloniali e alle due guerre mondiali, ed una delle sue gallerie è stata riservata all'esposizione delle armi bianche e da fuoco , africane ed europee.

domenica 2 marzo 2008

Giardini storici nel Pinerolese


L'Eco del Chisone dell'8 agosto 2007 - articolo di Alberto Maranetto
Castello di Miradolo e il Castelletto Sciolla di Buriasco
Promozione regionale per due giardini storici nel Pinerolese
Il Pinerolese acquisisce due nuovi giardini storici inseriti nell'elenco ufficiale della Regione Piemonte. L'importante riconoscimento è giunto nei giorni scorsi, quando è stato ufficialmente reso noto l'elenco aggiornato. La lista nella versione originale, stilata nell'ormai lontano 1983, includeva per quanto riguarda il Pinerolese il solo parco di Villa Doria del Torrione, proprietà dei marchesi Doria Lamba.
I due nuovi riconoscimenti sono andati al parco del castello di Miradolo e al giardino di Villa Sciolla denominato "il Castelletto".
Il Castelletto fa parte del circuito delle dimore storiche e trae il suo nome da un'origine certamente militaresca dell'edificio, tra l'altro segnato in alcuni scritti dell'epoca. La valenza ambientale del giardino del Castelletto, si afferma nel documento regionale, è dovuta principalmente alla presenza di maestosi esemplari arborei in filari (platani del viale d'ingresso ed ippocastani).

domenica 27 gennaio 2008

Le foto dell'avv.Agnelli al Museo della Cavalleria


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La mostra fotografica "Le generazioni e i luoghi. Gli Agnelli, il Sestrières, Pinerolo e la Val Chisone fra dinastia e territorio" è stata inaugurata giovedì 24 gennaio 2008 nei saloni del Museo della Cavalleria di Pinerolo, a cinque anni dalla morte dell'Avvocato.
La mostra rimarrà aperta fino al 24 febbraio con il seguente orario: martedì e giovedì 9-11,30 e 14-16, domenica 10-12 e 15-18.L'ingresso è gratuito.

venerdì 17 agosto 2007

Concorso Ippico Internazionale CSI

Il 7-8-9 Settembre 2007 si svolgerà a Pinerolo, nell'ex piazza d'armi il 23° Concorso Ippico Internazionale "Memorial Cap.Federigo Caprilli" , che culminerà Domenica con la disputa del Gran Premio Qual.Olimpiadi 2008. Il Concorso riveste una particolare importanza quest'anno facendo parte delle iniziative per celebrare l'anno caprilliano nel centenario della nascita di Caprilli.

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Il 14-15-16 settembre si svolgerà invece il 29° Concorso Ippico Nazionale tipoA con un montepremi lordo di 30.000 euro.
Il Grand prix Città di Pinerolo Memorial Giovanni Agnelli si è concluso con la vittoria di Natale Chiaudani in sella a Gratina Ch, al secondo posto Luca Fontanella ed al 3° Gian Battista Lutta (CH).

sabato 21 aprile 2007

Il Giro d'Italia a Pinerolo


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Il nome di Pinerolo è da tempo nella leggenda del ciclismo (l'impresa di Coppi nella Cuneo-Pinerolo del 1949 ad esempio), e quindi non stupisce che anche quest'anno gli organizzatori abbiano deciso di sfruttare per una delle tappe decisive del 90° Giro d'Italia proprio questa zona.
L'undicesima tappa si concluderà infatti il 23 maggio proprio a Pinerolo, dopo aver percorso il cuneese ed il saluzzese, mentre la dodicesima tappa partirà il 24 maggio da Scalenghe, a pochissima distanza dall'Agriturismo Castelletto, che offrirà così un punto d'appoggio privilegiato per assistere alla gara.
La tappa passerà infatti nei pressi dell'Agriturismo Castelletto e s'inerpicherà quindi verso il Colle dell'Agnello, una "mitica" salita che, con i suoi 2744 metri rappresenterà la Cima Coppi (la più alta vetta toccata dal Giro).
La salita al colle è durissima e lo spettacolo dei corridori professionisti sarà senza dubbio straordinario.
La tappa proseguirà poi in territorio francese con un altro colle conosciutissimo a tutti gli appassionati di ciclismo: l'Izoard, per poi concludersi dopo una rapida discesa a Briançon.
L'Agriturismo Castelletto si propone come punto d'appoggio ideale per chi volesse seguire i momenti decisivi della tappa e per eventualmente passare qualche giorno a scalare le numerose montagne della zona che hanno fatto la storia del ciclismo: dal Colle delle Finestre, alla Fauniera, al Sestrières, al Galibier ed all'Alpe d'Huez.
Tutte queste salite sono a portata dell'Agriturismo e la passione ciclistica dei titolari assicura tutte le informazioni necessarie per poter compiere gite di ogni livello.
E' anche allo studio la possibilità di osservare il passaggio del Giro tra Buriasco e Macello, a due passi dal Castelletto, a bordo di una carrozza tipo Break de chasse , che offre una visione dall'alto sui corridori.

martedì 3 aprile 2007

Lapo Lapo ritorna in quel di Pinerolo

Lapo Elkann e i "personal belongings".
Per la gioia dei media è finalmente ritornato in pista Lapo Elkann.
E per la gioia, sopratutto dei giornalisti, non sembra affatto cambiato.
Il look è sempre del genere "guardate un po' che pacchianata mi metto oggi, che tanto indossata da me che sono fichissimo voi la considerate il massimo dello chic".


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Il pelo rosso, forse fertilizzato dalla coca, è diventato sempre più incontenibile e sconfina ormai anche sulle guance.
Lapo ci tiene a farci sapere che ha pagato e ora vuol tornare con il suo nuovo progetto: quello di creare dei " Personal belongings ".
Cosa siano non è chiarissimo perché il progetto, nonostante vanti di essere made in Italy al 100% è pubblicizzato perlopiù con frasi e parole inglesi.
Il sito internet recita che "il claim di Italia Independent è Made in Italy"... ma per fortuna ci pensa Lapo a spiegarci cosa intende venderci per soli€ 1007,00:non un occhiale da sole, come potrebbe sembrare a chi non assume regolarmente droga, ma "la visione, il sogno, il vento che dà energia. Non si compra il marchio, si compra uno stile di vita".
Cioè, se ho ben capito, compresi nel prezzo ci sono anche i travestiti e la droga ...







Per gentile concessione di Matrablog.

domenica 11 marzo 2007

Luigi Facta sul Monviso


Vista sulle Alpi Cozie dall'agriturismo Castelletto.


Racconto tratto da Vecchia Pinerolo di L.Timbaldi - ed.del Corriere Alpino - 1953.

Chi, molti anni fa, saliva sul Viso per la parete Sud-Ovest, che è la più facile, giunto al grosso nevaio sopra il Rifugio Sacripante, era costretto dalla guida a fermarsi e a lasciarsi legare in cordata. La guida era quasi sempre il famoso Perotti di Crissolo, il Re del Viso, come lo chiamavano, per le sue 500 e più ascensioni sul Gigante delle Alpi Cozie.
Una strana guida il Perotti, il cui vero nome era Farina, basso, tarchiato, con due occhi piccoli furbeschi, con due baffoni color pece. Si piantava davanti alla corriera, in posa un po' tartarinesca, cappello verde pisello schiacciato sulla fronte, una grossa corda maniglia avvolta al torace, l'alpestock col manico di camoscio, e attendeva a piè fermo il turista, sicuro che il pesce avrebbe abboccato e avrebbe scelto lui, la più coreografica e la più curiosa delle guide.
Guai se lo avesse visto Emile Rey, lo scalatore di ben cinquanta punte vergini, che poi doveva precipitare durante una tormenta spaventosa dal Dente del Gigante! Jules Brocherel, l'alpinista scrittore, un vero sacrario vivente delle memorie valdostane, mi raccontava alcuni anni fa un episodio che caratterizza Emile Rey, il vero scalatore della montagna.
Alto, nero, taciturno, con le mani conserte, stava un giorno osservando la folla di turisti che attendevano di essere trasbordati sul Mer de Glace. Gli si avvicina un turista francese e gli domanda:"Combien voulez vous pour traverser la Mer de Glace?
- Voilà les guides pour la Mer de Glace" risponde sdegnosamente Emile Rey, additando le guide di Chamonix,"Moi, je suis pour la haute montagne."
Ma in fondo il Perotti era una buona guida e conosceva il Viso come pochi altri. Portava sul torso robusto ben ventisette stigmate rosse lasciategli dal fulmine, mentre scalava il Viso di Valauta, e soffriva a morte quando altre guide gli soffiavano un cliente.
Ma veniamo a bomba. Quando egli incominciava a legare un paziente, additava una roccia che affiorava nella neve gelata. Qui-diceva con voce sorniona- ho preso a schiaffi S.E. Luigi Facta. L'ai daie doi sgiaflon...
E non mentiva. Se qualcuno rideva incredulo, egli estraeva dal giubbone grigiastro il portafoglio e gli metteva sotto il naso una cartolina con tanto di intestazione della Camera dei Deputati. "Caro Perotti, non mi sono offeso per gli schiaffi, che ho meritato, Lei mi ha salvato la vita, perché se non mi svegliavo, addio politica! Luigi Facta".
S.E. Luigi Facta non era certo un grande alpinista, ma allora, dopo la scalata al Viso di Quintino Sella e della Regina Margherita, era di moda per gli uomini politici e le personalità piemontesi più in vista compiere una ascensione sul Monviso, così alto ed armonico sulla cresta di confine. Qualcuno, è vero, si fermava a Crissolo o tutto al più sostava al Piano del Re davanti a quella che si crede sia la vera sorgente del Po. Ma chi conosce i misteri sotterranei delle acque? L'on. Facta invece non bluffava e tentò l'ascensione, che per poco non gli fu fatale, anche perché il Viso presentava allora alcune serie difficoltà per chi no possedesse un fisico adatto. Allora era ancora rivestito di ghiacciai grossi e piccoli e dove vi è ora una imponente morena, un po' sopra il lago Chiaretto, che sembra una fantastica terrazza sul mondo, il ghiacciaio apriva la sua bocca piena di rombi paurosi. Si può anche dire che il colle tra il Viso e il Viso Mozzo era tutto un ghiacciaio lungo quasi due chilometri. Anche la vedretta della Parete Nord era più ampia e più lunga e nei famosi camini si nascondevano dei piccoli ghiacciai insidiosi che richiedevano molta cautela specialmente nella discesa. ...
S.E. Facta però non avrebbe mai immaginato che il suo sonno sul nevaio e gli schiaffi provvidenziali avrebbero formato oggetto di scherzo da parte del suo salvatore. Ma Claudio Perotti era fatto così. A differenza delle guide valdostane sempre taciturne e quasi accigliate, egli chiaccherava continuamente durante l'ascensione, raccontando episodi e barzellette.
Era forse un modo come un altro per tener su il morale dei novellini, ai quali ogni tanto offriva delle sorsate del pacioc Perotti, un orribile miscuglio d'un giallo marrone fatto di uova sbattute, caffé e marsala. Quando si era sulla punta, o meglio su una delle due punte del Viso, quella Est, la guida burlona esclamava, amiccando con l'occhio sinistro:"Si,'n sla ponta l'ai fat Visolot!".
Claudio Perotti aveva tre figli maschi, Quintino, Giovanni e Visolot. E Visolot, diceva lui, era stato concepito sul Viso.
Favolosi tempi d'una volta, quando i Ministri salivano ancora in cordata e si facevano schiaffeggiare dalle guide e i re offrivano toscani ai portatori di Ceresole Reale e avevano per compagno un terribile Abate, scalatore di vette, cacciatore e scrittore arguto... Favolosi tempi, quando i vecchi Pragelatesi portavano a Facta in custodia le tupine colme d'oro, perché non si fidavano delle banche, e Giovanni Giolitti vendeva i buoi per pagare l'affitto dell'appartamento a Roma...